La rubrica di Alessandro Cataldo
Alessandro Cataldo
“Lavoro nel turismo dai tempi in cui “viaggiare era ancora un’avventura” mi occupo di ideare, progettare e organizzare tecnicamente tutti i viaggi che portano i nostri gruppi di maratoneti a correre in tutto il mondo. Curo i contenuti dell’Editoriale della nostra newsletter, dove ogni mese racconto aneddoti, curiosità e novità sul mondo della corsa.”
Il clima cambia. E il calendario delle maratone?
ll futuro delle grandi maratone passa anche dal clima

Ore 06:30 del mattino, temperatura: 24°. Sarei pronto per la corsa mattutina anche non lunga, ma quando sarò rientrato la temperatura sarà arrivata almeno a 28° e tendente a 30°; quanto ci metterò per smettere di sudare, e per reidratarmi?
E’ un dilemma che si presenta a tanti runner da un paio di mesi a questa parte e che probabilmente non si risolverà molto presto. Allenarsi d’estate è diventato molto difficile, in certe zone e in certe settimane quasi impossibile; e se ciò è spiacevole per chi ha scelto di dare al running un ruolo speciale nella sua vita e nel suo equilibrio psico fisico, diventa qualcosa di molto peggio per chi sta programmando la preparazione di una Maratona.
Il nostro collaboratore e preparatore sportivo Tobia Beltrame ha dedicato diversi articoli su questa newsletter al tema del correre con il caldo, della reidratazione e del recupero, i siti e le riviste di settore ne scrivono continuamente, ma si ha l’impressione che ogni anno la situazione ci sfugga un po’ di mano e che le condizioni climatiche estive alle nostre latitudini siano sempre meno adatte alla corsa prolungata.
Questa riflessione viene in mente mentre stiamo per partire per Sydney con il gruppo Maratone nel Mondo per partecipare alla seconda edizione, nel circuito ABBOTT WORLD MARATHON MAJORS, della bellissima Maratona di Sydney.
Una Maratona piena di dinamismo, di gioia di vivere e di correre, animata dalla freschezza di una popolazione giovane che partecipa a questo evento con un entusiasmo che coinvolge maratoneti e spettatori. E mi viene in mente perché, tra le attrattive di Sydney, è indimenticabile quella di trovarsi a fare la corsa di scioglimento del mattino appena arrivati a 10°/ 12°, accarezzati dalla brezza della Darling Harbour. In un attimo è già dimenticata la cappa umida di 35° che ci avvolgeva quando siamo entrati in aeroporto in Italia.
E il primo pensiero successivo è questo:
Sydney è una maratona splendida perché ci consente di spezzare il tunnel estivo, correre tra gli 8° e i 18° e rientrare in Italia ben rigenerati da una settimana di clima fresco.
Ma il secondo pensiero subito dopo è quest’altro:
Con il riscaldamento climatico che si riconferma e sembra consolidarsi ogni anno che passa, quanto potranno ancora venire mantenute le attuali date del calendario delle Maratone?
Autunni e primavere nel nostro emisfero settentrionale sono ancora stagioni affidabili e sicure per ospitare la gran parte delle Maratone?
Alcuni casi su cui riflettere:
CHICAGO 7 ottobre 2007. Dopo partita la Maratona, la temperatura raggiunge i 31°, un’anomalia assoluta per la città, vi sono numerosi casi di malore con interventi sanitari e un caso di decesso; dopo circa 3 ore e 30 gli Organizzatori decidono di interrompere la gara per garantire la sicurezza dei partecipanti. La Maratona viene sospesa in via definitiva.
NEW YORK 2 novembre 2012. Il pericoloso uragano Sandy, anziché spegnersi nella parte meridionale del Paese, imprevedibilmente risale la costa Est mantenendo la sua forza devastatrice fino all’altezza di New York. La Maratona viene cancellata dal sindaco Bloomberg poche ore prima della partenza.
CAPE TOWN 23 novembre 2025. Nella notte tra il sabato e la domenica, verso le 4 del mattino una tempesta di vento investe la città e devasta le strutture montate nell’area di partenza. I danni sono tali e le condizioni di sicurezza per gli atleti così incerte che gli Organizzatori decidono di annullare la Maratona, nonostante essa fosse l’ultima prova di candidatura per la Abbott World Marathon Majors.
Tre eventi climatici estremi nell’arco di 18 anni, capaci di far annullare tre grandi Maratone sono probabilmente un indizio anche se non ancora una prova.
Le temperature ideali per correre la Maratona sono una variabile indipendente che non può essere rimodulata o riconsiderata. Per un top runner la fascia climatica ideale si situa tra i 4° e gli 8°, per la maggioranza dei runner si può considerare una fascia tra i 5° e i 13°. Sotto i 5° i muscoli si irrigidiscono e serve più energia per la termoregolazione iniziale ma poi si trova l’equilibrio e lo stress cardiocircolatorio resta basso. Sopra i 15° invece il corpo spende più risorse per raffreddarsi tramite la sudorazione e i battiti cardiaci si alzano. Il calo delle prestazioni può arrivare fino all’8/10% quando ci si avvicina ai 30° con un elevato rischio di disidratazione e colpi di calore.
La mia è una osservazione con un’ottica di medio-lungo periodo, in cui credo sia utile cominciare a pensare all’impatto che la crescita delle temperature, soprattutto nell’emisfero settentrionale e in particolare nell’Europa occidentale, avrà sulla corsa prolungata. Certamente città come Berlino in settembre e Parigi e Madrid in aprile già oggi sembrano trovarsi in una posizione non ideale per correre una Maratona.
Credo che nel prossimo futuro sarà necessaria una riconsiderazione globale sul rapporto tra gli sport di endurance e il clima dei prossimi decenni, e lo stesso calendario ABBOTT WMM, appena esteso a quasi tutto l’anno, avrà forse presto bisogno di qualche sistematico aggiustamento per rendere compatibile la corsa con le temperature prevedibili.
Staremo a vedere; sarà sicuramente un tema che coinvolgerà tutti gli attori del mondo del running e che gli Organizzatori non potranno rinviare di molto.
Alessandro Cataldo



