La rubrica di Alessandro Cataldo

Alessandro Cataldo - ondatore e responsabile

Alessandro Cataldo

maratoneta e consulente di viaggio, è il fondatore di Maratone nel Mondo.

“Lavoro nel turismo dai tempi in cui “viaggiare era ancora un’avventura” mi occupo di ideare, progettare e organizzare tecnicamente tutti i viaggi che portano i nostri gruppi di maratoneti a correre in tutto il mondo. Cura i contenuti dell’Editoriale della nostra newsletter, dove ogni mese racconto aneddoti, curiosità e novità sul mondo della corsa.”

ITALIA di CORSA

ITALIA DI CORSA

Com’è lo stato di salute della maratona in Italia?

Basta dare uno sguardo le domeniche mattina ovunque ci sia un parco, una riva di fiumi o canali, un boschetto, per vedere giovani e meno giovani che corrono da soli o in compagnia, alcuni visibilmente alle prime timide uscite, e possiamo essere certi che da lì a qualche settimana cominceranno a fare un pensierino sulla possibilità di correre una Maratona in futuro. Poi ne vediamo molti altri, più esperti, alle prese con le proprie severe tabelle di avvicinamento alla prossima competizione in calendario, e questi  anche al mattino all’alba o alla sera dopo il tramonto e dopo una giornata di lavoro, per tutti i giorni della settimana,  immersi in uno stile esistenziale di equilibrio mentale e fisico che difficilmente chi non corre riesce a intercettare.

E poi è sufficiente girare lo sguardo nelle sale d’attesa degli aeroporti, soprattutto nelle stagioni primaverile e autunnale, per riconoscerli subito, con i giacconi del proprio club, a piccoli o anche grandi gruppi, intere famiglie con le maratonete sempre più numerose, indossando  scarpe tecniche di ultima generazione; pronti a varcare gli oceani da una parte o dall’altra alla conquista dell’ultima Major e alla rincorsa della medaglia a 6 stelle.

Correre sta diventando uno stile di vita globale, una ricerca del benessere fisico, un sentire di star facendo la cosa giusta per se stessi, per la propria salute e il proprio equilibrio, e sapendo di essere apprezzati dalla propria comunità. Si accede all’abbigliamento tecnico, si comincia a familiarizzare con il mondo degli integratori alimentari, ci si avvicina ai sistemi di monitoraggio del fitness e si diventa un po’ alla volta parte del mondo della corsa, lo sport più accessibile per tutti. E arriva poi inevitabile il desiderio di correre una Maratona, non una corsa qualunque, ma proprio quella distanza  mitica, che mette alla prova la nostra caparbietà nella preparazione tecnica, la tenacia nel raggiungimento dell’equilibrio metabolico e la forza mentale per conquistare l’obiettivo finale.

Le Maratone italiane stanno crescendo di numero: meno di 40 nel 2024, una quarantina nel 2025 e una cinquantina previste nel 2026. La crescita è sicuramente un buon segnale, risponde ad una domanda  diffusa, ma ho l’impressione che manchi una programmazione capace per molti organizzatori di intercettare i flussi necessari ad un successo dell’evento. Troppe Maratone sono ancora troppo piccole anche se organizzate con tanto impegno.
Nel 2025 ci sono stati 73.000 maratoneti che hanno partecipato alle 40 Maratone italiane; le top ten sono state nell’ordine : Roma con 21.100 finisher, poi Firenze 10.200, Milano 8.300, Venezia 5.500, e poi Torino, Verona, Garda, Bologna, Padova, ultima Reggio Emilia con 1.500 finisher; in totale 57.000 finisher per le top ten. Le altre 30 Maratone si sono divise i rimanenti 16.000 runner: una media di 500 runner per gara.

Sono numeri che non incoraggiano chi affronta una maratona per la prima volta, chi non corre forte e teme di correre da solo o quasi, chi vuol vivere l’esperienza straordinaria di essere in mezzo a migliaia di persone di ogni età che corrono la loro Maratona   impiegando qualunque tempo fino a 7:30 ore. Va pensata una riprogrammazione per tanti eventi italiani.

Nel frattempo  ai vertici si sta consolidando un  nucleo di atleti che si muove su tempi di  assoluto valore internazionale: va segnalato il grande risultato di ILIASS AOUANI, che  ha realizzato alla Maratona di Tokyo il 1° marzo scorso il nuovo record italiano di Maratona con 2:04:26. Aouani è il primo italiano a scendere sotto le 2:05. Si tratta di un tempo di valore assoluto a livello mondiale, che riposiziona nelle fasce alte la Maratona maschile italiana.